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Abbiamo incontrato gli Any Other prima del loro ultimo concerto del 2016, all’interno del tour europeo. Adele, Marco e Niccolò arrivano mentre i The Burning Hells stanno facendo soundcheck, quindi fare l’intervista dentro al locale è impossibile: ci propongono di farla in auto e stoltamente rifiutiamo. Quindi con Adele, ci congeliamo sugli scalini di fronte al Marie-Antoinette, sotto l’egida perenne della sede BVG.

Stasera sarà l’ultima data del tour. Com’è andata? E’ andata bene, a parte qui a Berlino e in un’altra città non avevamo mai suonato negli altri posti. Abbiamo trovato pubblico interessato, attento, abbiamo anche condiviso  il palco con Michael Nau, un’artista americano e siamo molto contenti in generale. Non essendo il primo tour europeo, siamo arrivati pronti questa volta: abbiamo imparato dei tricks di sopravvivenza, cose sceme eh, tipo portarsi via scatole per il cibo da campeggio, così da non buttare via niente. Quest’anno finalmente ho portato il phon, che sembra una cagata ma il primo tour non ce lo avevamo quindi io ed Erica, non ci siamo lavate i capelli per 4 giorni:)

Sei già stata a Berlino? Cosa ti piace in particolare della città? In realtà c’è sempre molto poco tempo, suoni vai a letto poi ti devi svegliare, fare colazione una doccia e poi riparti per farti 500km. Io sono venuta anche da turista, questa è la terza volta (prima volta in gita al liceo, la seconda volta invece abbiamo suonato allo Schokoladen) però la città mi affascina, architettonicamente vengono inquadrati bene diversi stili e dovrei cercare il tempo per visitarla meglio.

Il progetto Halfalib esattamente in cosa consiste? Sostanzialmente il progetto Halfalib nasce sostanzialmente con Marco dove suona il piano e canta, i pezzi sono scritti da lui ed io suono il sax, chitarra e faccio i cori, mentre Niccolò è alla batteria. Il genere è difficile da definire, sostanzialmente dovreste ascoltare il disco e ne saprete di più 🙂 Siamo amici, ci vogliamo bene ed abbiamo deciso di formare questo nuovo progettoPrime date? Beh andremo a suonare al SXSW in Texas!

Avete fatto un cambio di formazione, Niccolò ha sostituito Erica. Cosa avete perso e cos’ avete guadagnato? Come batteristi sono diversi. Erica magari non era particolarmente tecnica, ma nemmeno io lo sono, ma aveva comunque una personalità propria molto affascinante. Chiaramente Niccolò ha un’altra personalità, un’esperienza con diversi gruppi e diversi generi, inoltre Marco e Niccolo sono cresciuti assieme da ragazzini e quello ha reso le cose più semplici. Comunque ci sta, non è una cosa grave. Erica non ha nemmeno venti anni ed ha altri impegni, l’università e la possibilità di esplorare nuove cose.

Quali artisti italiani e stranieri ti affascinano di più, in questo momento? Tra gli artisti italiani secondo me, attualmente I​osonouncane,  che tra l’altro ha fatto un meritatissimo sold out a Berlino l’anno scorso, è uno dei pochi artisti che presenta premesse cantautorali italiane precise, elaborandole però in maniera molto personale e intelligente. Il fatto che suoni al P​rimavera Sound Festival è importante perché è uno che ha veramente qualcosa da aggiungere rispetto ai tanti oggi presenti sulla scena italiana. Inoltre, al momento in macchina​ stiamo ascoltando Frank Ocean, Julia Holter, Ghali.

Come impieghi il tempo libero, quando sei in tour all’estero o in Italia?Il tempo libero che ho in Italia quando sono in tour di solito, adoro passarlo dormendo e mangiando =) Mentre all’estero, per esempio adesso, ottimizzo i tempi del tipo che sto preparando un esame quindi matita e libro e giù di studio.

Spesso, come fan, ci identifichiamo nei testi di chi scrive. Nonostante l’artista non lo conosciamo personalmente, sentiamo di avere un feeling comune. A volte si pensa che l’artista abbia saputo descrivere un’emozione, un momento della nostra vita, all’interno di una sola frase. Si mi è capitato come artista e come fan, nel senso che anch’io mi ritrovo nei testi dellecanzoni. E devo dire che mi fa strano, quando qualcuno mi scrive o si avvicina e mi dice questo, penso che sia il vero scopo della musica. Al di là dei numeri, del successo, credo che andare ai concerti, ascoltare i dischi sia proprio per ritrovare queste sensazioni ed è grandioso. è proprio una questione di identificarsi con chi ha scritto e cantato quindi ti permette di capire che sei arrivato al cuore ed al cervello di chi ti sta ascoltando.

Negli ultimi anni, molti artisti hanno vissuto un passaggio che ha portato loro dalla scena Indie a quella Mainstream. Molti gruppi sono stati catapultati in una nuova dimensione. Questo ha portato nuovi fan e molta attenzione in più (televisione, radio, grandi festival). Ma è stato un bene oppure semplicemente, è la maniera italiana di commercializzare tutto quello che funziona?​
Entrambe le situazioni sono vere: quando ti apri ad un pubblico maggiore, non ci sono più solo i puristi del genere, e ci sono quelli che magari vengono solo perché i media stanno passando parecchio materiale tuo…​  Ma questa cosa non è necessariamente un male, e d​’altra parte non sono proprio una fan dello snobismo.

Ultimamente, mi sono reso conto di amare molto di più, le artiste donne. O gruppi dove la voce è femmi​nile. Questo forse perché credo di più ad un’emozione descritta da una donna, piuttosto che da un uomo.
Non sono tanto d’accordo, non ci deve essere una gara a chi soffre di più: se i ragazzi non esprimono i propri sentimenti è perché sono stati educati a non farlo. Noi donne invece, in un certo senso, non siamo state castrate emotivamente. Secondo me, più si va avanti, più le artiste donne stanno reclamando un posto che spetta loro visto che per anni non ci avete cagato e adesso vi ​stiamo buttando fuori tutto​, in faccia​. Ma le artiste donne (o comunque non uomini) ci sono sempre state. Notavo che tutti questi artisti che riempiono locali e fanno sold out, sono uomini: guarda ICani, Thegiornalisti​, Cosmo, Calcutta​ etc… non credo che sia perché le donne non sono in grado di fare sold out, ​ma perché la gente non vuole ascoltare le donne e ha un sacco di pregiudizi a riguardo. Negarlo è ipocrita.

Locale italiano e miglior locale straniero, dove hai avuto la fortuna di suonare? In Italia direi il FreakOut Club a Bologna per la programmazione musicale e per la scelta di non mettere un prezzo definitivo all’entrata, ma ognuno sceglie di versare quello che può ed è un sistema che funziona. In Olanda invece abbiamo suonato al Vera, dove hanno suonato anche i Pa​vement, Neil Young… Nei backstage ci sono ancora un sacco di flyer di concerti storici. Un locale assurdo.​

Progetti 2017? Saremo in giro con Halfalib, e con gli Any Other abbiamo del materiale nuovo a cui stiamo lavorando.