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Il Lollapalooza ormai è una sicurezza. Di fatto, proprio. Infatti, per ragioni che sono state chiarite come ragioni di sicurezza, sabato sera più di 20.000 persone si sono viste negare l’accesso allo stage di David Guetta. Il deejay francese infatti, suonava all’interno dello stadio, chiuso più di un’ora prima dello show.

Noi c’eravamo, al festival Lollapalooza. E tra l’altro, eravamo tra quelli che hanno “sacrificato” l’ultima mezz’ora dello show di The Weeknd, per metterci in coda in direzione Perry’s Stage (ovvero, l’interno/inferno dell’Olympiastadion). E dopo una mezzoretta di attesa, bloccati nella calca umana in fila, davanti all’unica entrata per lo stage di David Guetta, abbiamo deciso di rinunciare e siamo andati a vederci lo show dalla sala stampa. Non male, certo. Ma vuoi mettere ballare e sudare, fianco a fianco ad altre 30.000 persone??

David Guetta, dalla sala stampa del festival

David Guetta, dalla sala stampa del festival

Cominciando dall’inizio, il festival lo avevamo già presentato qualche giorno fa. E abbiamo cercato di seguire quegli artisti che davvero ci interessavano. Tralasciando qualche big, senza troppe delusioni.

Alison Wonderland

Ok, non avevo ben capito che Alison Wonderland fosse una deejay. Ero convinto che fosse una musicista e che suonasse la chitarra. In realtà, non lo sapeva nemmeno lei. Ansia a mille, quando a metà show le si spegne il monitor: per 5 lunghissimi secondi si sentivano solo le bestemmie del pubblico. E sono proseguite, anche dopo questa breve interruzione. Nonostante tutto, la musica non era nemmeno troppo malvagia.

RAF Camora & Bonez MC

Che tamarri da panico. Dieci minuti di concerto sono bastati.

Gurr

Le ragazze berlinesi chiudevano il tour estivo con questo show. Laura Andreya hanno formato questa band, poco più di due anni fa e stanno avendo un riscontro decisamente positivo. Questo 2018 non lo dimenticheranno. Lo show inizia subito forte con DiamondsHot Summer. Poi una versione molto intima di Moby Dick, subito dopo la cover di Hollaback Girl di Gwen Stefani. Le Gurr sanno reggere il pubblico e lo fanno divertire. Dopo aver constatato che David Guetta sembra un topo e che ancora non capiscono la differenza tra lui e Calvin Harris, dopo aver preso in giro ironicamente il loro fonico/tuttofare, lanciano una ventina di palloncini gialli sul pubblico, affinché tutti comincino a giocare e a fare un po’ di casino. Lasciandole a malincuore prima della fine, ci spostiamo verso un altro palco.

Le Gurr, qui poco prima di sfottere Davide Guetta

Le Gurr, qui poco prima di sfottere Davide Guetta

Years & Years

Il tempo di capire chi erano, di arrivare fino al palco, sentire quella canzone che li ha resi famosi ed indietreggiare fino al prossimo palco.

Fil Bo Riva

Il ragazzo di Roma, perfettamente integrato nella cultura tedesca, riempie l’Alternative Stage di un pubblico che conosce le sue canzoni a memoria. Gran parte del pubblico è ovviamente tedesco, ma la sua musica è molto popolare nella Bundesrepublik. I volumi del suo show sono molto bassi, quasi intimi, ma l’atmosfera creata è bellissima.

Laura Carbone

Ingiustamente le è stato dato un palco molto piccolo, ma Laura Carbone ha avuto lo stesso una notevole quantità di pubblico, accorso per il suo show. Proviene dalla stessa etichetta delle Gurr, si accompagna di musicisti molto talentuosi. Laura sceglie di iniziare lo show lentamente, con alcune canzoni non troppo aggressive fino ad esplodere con i suoi pezzi più duri, cantati ed eseguiti benissimo.

Laura Carbone, a gennaio il suo primo tour da headliner

Laura Carbone, a gennaio il suo primo tour da headliner

Casper

Eravamo già abbastanza preparati su questo artista. Mentre ci avvicinavamo al Main Stage 1, ci siamo lentamente resi conto che sarebbe stato impossibile avvicinarsi. Almeno 20.000 persone assistevano al suo show. Casper canta in tedesco, ma ha delle basi paurose. Come musica, potrebbe assomigliare a Salmo, ma riesce a raggiungere tutte le fasce d’età, con le sue quasi 700.000 copie vendute, negli ultimi 4 anni. Durante lo show, arrivano Marteria Drangsal, pezzi grossi della scena rap-rock tedesca. Lo show è molto carico: fuochi d’artificio a manetta e Casper che gioca con il pubblico chiedendoci di urlare cose a caso, solo per fare casino. Sono quasi le 18.00 e la luce nel cielo è stupenda.

DVBBS

Iniziano lo show dicendo che arrivano direttamente dalla motherfuckin’ California e che per la prima volta suonano a Berlino. E fin qui tutto ok. Poi entrambi salgono sul tavolo e incitano la folla con i soliti gesti visti e rivisti e noi ci chiediamo chi sta suonando, se entrambi stanno ballando sul palco. Lontani dal mixer. Giocano sul fatto di proporre una musica dubstep molto tamarra che ti mette voglia di ballare, solo perché sei dentro ad uno stadio. Al Lollapalooza. L’effetto delle droghe finisce subito, infatti dopo dieci minuti scoppiettanti i due ritornano dietro al mixer a proseguire con la loro playlist, da festa sulla spiaggia. Decidono di regalare bottigliette d’acqua al pubblico (bottigliette regalate: 4; presenti in pubblico: 15.000 persone).

The National

La band americana inizia verso le 19.00, sul Main Stage 2. Il pubblico che si era tenuto lontano dagli show dei DVVBS e dall’imminente arrivo di Armin van Buuren, affollano il prato davanti al palco. Per quanto non mi consideri un fan della band, è bellissimo vedere come il range degli spettatori sia molto variato: si passa dai gruppetti di ragazzi under 20, alle famiglie composte da genitori under 35 con rispettivi figli piccoli, gruppi di over 40, nostalgici degli inizi della band. Il Lollapalooza comincia a farsi sempre più pieno: ai cancelli continua ad entrare gente.

Armin van Buuren

Qui torniamo dentro allo stadio che si può già definire stracolmo, la maggiorparte sono già qui per David Guetta. Show molto trance-tamarra, ma da applausi la scena luci. Il tecnico luci si diverte a giocare moltissimi con i bassi del dj olandese, trasformando l’interno dello stadio in una orgia di colori e musica. Sono già le 20.00 e la gente è molto ubriaca e tutti ballano.

Von Wegen Lisbeth

La band direttamente da Berlino, sta cambiando molto le regole della musica tedesca. Sul palco subito dopo Ferg, il quintetto sta portando un sound fatto di ritornelli orecchiabili, in quel tipo di pop tedesco che non era ancora stato fatto prima. Almeno, non così bene. Il loro concerto è già pieno. Lo staff del Lollapalooza chiude le entrate laterali, per evitare che la folla si allarghi troppo. Quindi, bisogna subito correre il più vicino al palco. Il concerto inizia subito con una scaletta pompata: Bitch e Wenn du tanzt cominciano ad attirare l’attenzione del pubblico. Forse non tutti conosco la band, ma i due singoli vengono ripetuti in radio abbastanza da renderli subito riconoscibili. A seguito, viene ripercorsa la loro breve storia fatta di canzoni molto estive, positive, dai riff con le tastiere in pieno stile primi anni ‘2000. La band berlinese piace perché sembrano tutti dei bravi ragazzi, fanno una musica molto happy, predicano le buone azioni e suono tutti hypster.

The Weeknd e David Guetta

Contemporaneamente, stava suonando The Weeknd. Le sue hit più conosciute, forse anche troppo, risuonano fino all’Alternative Stage dove ci stiamo godendo i Von Wegen Lisbeth. Decidiamo di lasciare a metà la band berlinese e andiamo verso The Weeknd, a due passi dall’entrata per il main show di David Guetta. Qui calcoliamo male i tempi, infatti per dedicare 10 minuti al cantante canadese perdiamo i posti nella infinita fila che avrebbe portato al deejay (?) francese. Quindi, lo staff del festival avvisa che non arebbe potuto entrare più nessuno dentro allo stadio. Il concerto di Guetta quindi lascia fuori circa 15.000 persone. Dentro a godersi (?) il concerto, almeno un 30.000. A detta degli organizzatori, giustamente, non si sarebbe potuto permettere al pubblico fuori, di sedersi sugli spalti. Questioni di sicurezza più importanti, di uno stupido show di un deejay(?). Naturalmente, a chi ha pagato il biglietto e non poteva raggiungere il concerto prima per vari motivi, sarà girato il cazzo parecchio.

Sabato è andata così, alla fine è andata anche bene. Domenica non potevamo esserci, quindi andiamo abbstanza sul sicuro dicendo che Dua Lipa ha fatto innamorare un altro centinaio di fan, Liam Gallagher forse non era ubriaco e avrà realizzato le hits degli Oasis, perché non si addormentassero con il suo album da solista. Gli Imagine Dragons hanno fatto lo show a petto nudo. E poi ci dispiace davvero per non aver visto le SXTNRIN, Wolf Alice, Kraftwerk 3d Rag’n’Bone Man.