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Dellafuente è uno dei migliori artisti trap spagnoli. Nato e cresciuto nella città andalusa di Granada, riempie i club con la sua musica, fortemente influenzata dalle sue origini andaluse, dall’autotune e dal flamenco.

Questi sono gli ingredienti della sua musica: il suo stile è unico perché le sue contaminazioni sono più spagnole che americane. Sull’onda di Bad Gyal, Yung Beef, C. Tangana. Se sei mai stato in Spagna, ti basta ascoltare le sue canzoni perché venga proiettato in quell’atmosfera che fa molto sud Italia: le vecchie in piazza, i bambini che giocano nelle stradine, i giovani in motorino. Il sole che splende, il mare in sottofondo.

La musica di Dellafuente è una musica umile, come le sue origini.

Ciò che sa fare veramente bene Dellafuente, è il marketing. Dopo aver creato una fittizia squadra di calcio con relative magliette sponsorizzate Nike, dopo aver creato i Dellars (dollari finti con il suo logo), dopo aver creato la Cerveza Dellafuente, dopo avere sempre tenuto nascosto il suo viso dietro occhiali da sole e cappello, il ragazzo è tornato con una nuova idea.

Cosa poteva esserci di più tradizionalmente andalusa che las ferias, le sagre paesane dei santi patroni? Qui Dellafuente ha deciso di essere ancora più tamarro e ci ha messo un’attrazione tutta sua. Si chiamerà Me Pelea, giustamente in onore della sua ultima hit. Ed in parte, alle sue origine da mercataro, lavoro che ha fatto per anni prima di esplodere.

L’attrazione è proprio la più tamarra delle giostre, infatti è un Tagadà. L’artista granadino ha messo in 5 città spagnole, una giostra come il tagadà con il suo nome.

Dellafuente sa fare marketing, questo sicuro. Trova il prodotto meno convenzionale e ci mette il suo marchio sopra. Prima la finta squadra di calcio, poi i dollari e adesso una giostra. Può non piacere, può stare sul cazzo ma lui rimane fedele alle sue origini umili e ci fa marketing sopra. Un giostraio rimane un giostraio, sempre.