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Gli Incubus non hanno ancora mollato. Non hanno ancora preso la svolta commerciale, tipica delle band nate ai primi ‘2000 e poi sfociate nel pop commerciale da classifica. Non soffrono ancora della tipica sindrome da rock band dimenticata, il loro tour continua alla grande.

Gli Incubus infatti tornano in Europa, in tour. Tra due giorni la loro prima data in Belgio, passando anche da Berlino (20.08), Spagna (25-26) Italia (Home Festival), Londra (6-7 settembre).

Direttamente dai quartieri alti di Calabasas, California la band si è formata più di 25 anni fa. E quasi come 25 anni fa è rimasta. I suoni sono un po’ cambiati, si sono fatti più melodici, meno nu metal, le canzoni sono più introspettive e meno aggressive. Ma la band è la stessa da quando Ben Kenney sostituì il precedente bassista, Dirk Lance.

La band nel 1999

La band nel 1999

Tutto quello che è venuto dopo Morning View ha avuto un sapore diverso, vuoi per il nuovo bassista, vuoi per una scelta della band. Album come S.C.I.E.N.C.E Make Yourself sono tra le migliori produzioni, nell’ambito alternative dei ruggenti anni ‘2000.

Senza nulla togliere a Drive Pardon Me, le vere bombe di S.C.I.E.N.C.E sono Nowhere Fast, Consequence e la paurosa Battlestar Scralatchtica. 

Mentre in Make Yourself, gli Incubus hanno spazzato tutto con Are you in?, Warning, Nice to Know You, Wish You Were Here.

A Crow Left of the MurderLight Grenades hanno portato ancora per un po’ quel suono che da sempre ha caratterizzato la band Incubus: chitarre pesanti, batteria ritmica in perfetta sintonia con il basso. Nel primo, ancora persistono gli echi della rabbia giovanile di Brandon Boyd in titoli come Beware! Criminal, Sick Sad Little World, Megalomaniac, Agoraphobia, Pistola.

Nell’album Light Grenades invece abbiamo dei singoli, rimasti indelebili come Love Hurts, Anna Molly, Dig dove l’amore ha sostituito la rabbia.

Brandon Boyd, nei suoi anni migliori

Brandon Boyd, nei suoi anni migliori

Nei successivi album, gli Incubus hanno preso una piega più tranquilla: meno teenage angst e più riflessioni da musicisti maturi, capaci di dire qualcosa in più al loro pubblico. Lo stesso Dj Kilmore suona in aggiunta il piano e la tastiera, al solito scratching. Da qui nascono dunque If Not Now, When? (2011)l’EP Trust Fall (2015) ed infine (2017), appunto l’ottavo album.

Nonostante il cambiamento durante gli anni, album dopo album, gli Incubus sono sempre gli stessi. Il genere è in parte modificato, sarà anche più soft, ma non sono mai scesi a compromessi stilistici. Non sono invecchiati male, con debiti da saldare e album fatti alla cazzo, con annessi tour nei festival commerciali per riscuotere un po’ di soldi.

Gli Incubus non saranno più al top, ma sono uno di quei gruppi ai quali non puoi criticare sostanzialmente nulla. Non hanno fatto scelte sbagliate, sono spariti per un po’ perché non avevano nulla da dire. E sono tornati, in sordina, più per il loro pubblico che non li ha ancora dimenticati.