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Il Mad Cool Festival è l’antagonista del Primavera Sound. Senza spiagge, ma nella caotica Madrid. In campo soltanto dal 2016, questa è la seconda edizione di un festival nato forse, anche per sfidare il famosissimo festival catalano. 

Partito l’anno scorso per la prima volta, con una line up enorme. Prima edizione, ma con nomi da grandi festival. The WhoThe KillsEditorsProdigyThe AntwoordFlumeNeil Young erano tra i tanti presenti, nei tre giorni del 2016. 

Quest’anno il Mad Cool Festival ha deciso di portare come headliner, degli anziani del rock anni ‘2000. Giusto per fare cassa, infatti il festival è andato sold out da molto. Capi indiscussi delle tre giornate di festival, infatti sono i Foo Fighters e i Green Day. Con live da più di due ore ciascuno. Tutto rispetto per queste due band, ma vedere Billy Joel che canta ancora, alla sua età, le canzoni che noi suonavamo a 16 anni, ha perso completamente la sua magia. 

Quindi, tralasciando il ruock suonato dai 50enni (e 60enni, con i Rancid), il Mad Cool propone anche cose molto fighe. Qui sotto, alcuni degli artisti che suoneranno, divisi per giornate.

Il giovedì 6, esattamente stasera, oltre al gruppo di Dave Grohl, sui 5 palchi del festival, nel tardo pomeriggio ci si può spalmare tranquillamente tra FoalsWarpaint. Per chi ama invece la musica localgrandissimo successo lo sta ottenendo Quique González, sempre alla stessa ora. In alternativa allo show dei Foo Fighters, ci si può spostare a sentire Jagwar Wa Belle and Sebastian. 

Fatto questo, la nottata può continuare con Kurt WileTrentemøller, UNKLE, i berlinesi Boys Noize o gli spagnoli WAS (entrambi consigliatissimi).

Maledetto sexy-Dave

Maledetto sexy-Dave

Il venerdì 7, invece il pre-serata è possibile passarlo in compagnia di Viva Suecia, ottima band spagnola che porta un indie cantato in lingua, appunto, spagnola. Molto interessante (già accennato qualcosa proprio qui). Poi, si avanza con i Rancid (consigliato ai nostalgici di Larson e Tim e del punk stra morto degli anni ’90). Sulla loro pagina Fb, nello stesso giorno, si danno a Monaco di Baviera. Ma nessuna smentita da parte dell’ufficio stampa del festival.

Quindi, dovrebbero essere presenti. Alt-JSexy Zebras Ryan Adams, giusto prima dei Green Days. In alternativa alla band americana, Kodaline Cage The Elefant. Rimanendo sullo stesso palco. Spostandosi, c’è Benjamin Booker. Infine, SlowdiveAurora & The Betrayers (questi ultimi, buona proposta spagnola). 

Ultimo giorno, sabato 8. Forse la giornata migliore. Nessun nome imponente per attirare pubblico. D’altronde è sabato. La tattica di grossi nomi, in giorni come venerdì e giovedì, è tipica per poter riempire il festival, in giornate lavorative. Dunque, subito con gli andalusi Fuel Fandango (flamenco) e Depedro (ex Calexico) da Madrid. Tra l’altro, da poco una collaborazione tra questi artisti è appena uscita. E poi, WilcoSavagesDinosaur Jr.

Se i Kings of Leon hanno rotto un po’ le palle, alla stessa ora ci sono i Belako, forse una delle migliori realtà spagnole. Cantando in inglese, hanno portato il loro post punk, a volte durissimo, in giro per l’Europa. 

Lore dei Belako

Alle 00.30, niente da fare. C’è solo un concerto. M.I.A. è sul palco, nell’orario perfetto. Nessun altro artista, può distrarti e farti perdere il suo concerto. Dopo di lei, se si ha ancora voglia e le orecchie ancora non fischiano, Moderat offre sicuramente un bello show. Anche i Floating Points ci sono, come dj set. 

Allora, diamogli credito al Mad Cool Festival e prevediamo, a partire da quest’anno, una sfida a colpi di artisti con Barcellona.

Madrid e Barcellona, in competizione anche nella musica.