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Noi non c’eravamo nemmeno a sentire Calcutta a Latina. Non eravamo nemmeno nei paraggi e se anche ci fossimo stati, avremmo preferito sicuramente la data nella nostra Verona, a quella di Latina. Chissà che effetto fa, vedere un cantautore che 4 anni fa cantava nei ristoranti, all’interno dell’Arena di Verona.

Ma anche se non c’eravamo, abbiamo provato a seguire il concerto dai social, dai commenti e dai pareri di alcuni amici che ci sono stati.

Il 21 luglio, è stata una data che cambierà per sempre le sorti della musica di Calcutta. Probabilmente, queste due date di Latina e Verona, saranno le prime di tantissime altre (infatti, due giorni fa sono uscite le prime date del 2019), ma non eguaglieranno mai lo spirito di attesa e novità che aleggiano sulle prime due.

Una foto di Valentina Pascarella

Una foto di Valentina Pascarella

La prima a Latina, a casa sua. La seconda in Arena, dove di solito è permesso organizzare concerti che non siano d’opera, ad artisti di un certo livello. Ed invece ad agosto, arriva Calcutta. Certo potrebbe offendere qualche naso dal sangue blu, col suo incedere vanitoso e il suo odore muschiato (citazione simpsoniana) ma se si capisce il senso, è adatta a questa situazione.

Bomba Dischi ha confezionato un pacchetto perfetto negli anni. Molto probabilmente l’80% di quello che è successo dall’uscita di Mainstreamnon era nemmeno pensabile. Tutto quello che è venuto dopo l’estenuante tour dell’estate 2016, che lo ha consacrato al pubblico al di fuori dei social, invece è stato ben calcolato.

Un team di professionisti ha aiutato Calcutta ha rimanere sempre sul filo: né troppo in alto, né troppo in basso. Raggiungibile da ogni tipo di pubblico. Fa il cretino su Instagram come un ragazzino di 15 anni, ma allo stesso tempo passa nelle radio nazionali. Mentre altri artisti sono troppo belli, troppo ricchi, troppo social, troppo cool, Calcutta potenzialmente è raggiungibile da ognuno di noi, lui è solamente più genio di noi.

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Alcuni artisti scoppiati più o meno assieme al cantante romano, hanno puntato tutto sul pubblico giovanissimo e meno critico, quindi con una bassa capacità di capire veramente la musica ed i testi, ma facilmente abbagliati dall’aura emessa dall’artista (vedi Thegiornalisti, Lo Stato Sociale, Gazzelle). Calcutta è quell’artista, quel personaggio, che puoi definire come uno di noi. Un cazzone, dai gusti nel vestire discutibili, ma artisticamente inattaccabile e rispettato per il suo modo umile di esporsi. Non si è venduto per nessun grande marchio, nessun sponsor eclatante. Anzi, quelle poche cose che lo rappresentano, sono molto discrete.

E questo, col tempo ripaga. A Latina c’erano 15.000 persone. A Verona è sold out con un mese di anticipo. E di sicuro, nel tour che ripartirà a gennaio, ogni singola data sarà sold out o giù di lì. Ci ha insegnato un maniera nuova di scrivere i testi, di cantare delle canzoni e ci ha insegnato che la musica italiana non era morta. Andava solo re-interpretata.

Lo stadio di Latina

Lo stadio di Latina

Non siamo stati al concerto, non sappiamo nemmeno la scaletta. Nemmeno se ha suonato bene o male, ma sembrerebbe che se la sia cavata egregiamente. Ma ci è piaciuta l’idea di portare sul palco prima di lui, mezza squadra Bomba Dischi, ma nessun nome eclatante.

C’erano Giorgio Poi, Frah Quintale, Francesco de Leo e Mésa. A parte Tommaso Paradiso che serviva da specchietto per le allodole, per gli under 18. O forse perché sono semplicemente amici. A Verona, sembrerebbe ci sia un solo live act prima di lui, Maria Antonietta. Sarebbe forse troppo poco, ma lasciamo aperte le possibilità di vedere qualche faccia in più.

Mésa, fotografata da Kimberly Ross

Mésa, fotografata da Kimberley Ross

Calcutta ha riempito uno stadio, ha fatto convergere tutti gli occhi su di lui, ma lo ha fatto in una maniera semplice, circondato dalle stesse persone che probabilmente c’erano anche nel 2014. Quando lo vidi nel 2015 a Padova, rimasi un po’ deluso perché non potei parlargli veramente bene (era troppo ubriaco, lui). Col tempo, ho capito che non è spocchioso né fa il gran divo. Lui è così, è rimasto se stesso fin dal giorno uno. E nel mondo in cui è immerso adesso, questo è ammirevole.

Replay:Io che tento di salutare mia nonna che abita di fianco allo stadio.Grazie per ieri Mi sa che non lo dimenticherò mai.💋

Posted by Calcutta pagina di on Sunday, July 22, 2018